Nella notte più buia

Hai presente quando hai la brutta sensazione di essere l’unico a pensarla in un modo e ti senti solo? Ti guardi intorno e vedi che tutti sono addormentati e ti chiedi se solo tu hai capito quello che sta accadendo.

Poi una luce nel buio.

Un piccolo gruppo sparuto di persone, accomunate dalla fiamma del pensiero critico, illumina la via. Il verbo è la  Costituzione, mai nel passato così stuprata dalle massime cariche della Repubblica.

Nell’oscurità e nel freddo della notte invernale, gli articoli della Carta più bella del mondo – il diritto l’abbiamo inventato noi “Romani”, secoli fa – sono letti ad alta voce, mentre qualcuno delle forze dell’ordine in borghese ci
osserva da lontano.

La consapevolezza che qualcosa stava cambiando è arrivata. Nello stesso momento, ad Ancona, a Bracciano, a Cagliari, ad Ascoli, a Belluno, a Benevento, a Busto Arsizio, a Civitanova Marche, a Genova, a Milano, a Perugia, a Pordenone, a
Torino, a Udine e a Venezia altri patrioti stanno facendo la stessa cosa.

La Marcia della Liberazione chiede al popolo italiano di marciare tutti insieme per una grande fiaccolata in alcune città italiane allo scopo di testimoniare l’urgenza di un risveglio collettivo in un momento storico in cui, in nome di una strumentalizzazione del diritto alla salute, questo governo sta violando in modo spietato le libertà costituzionali della persona (Art. 13 Cost.).

Senza alcun passaggio democratico che passi dal Parlamento, il presidente Conte continua da mesi ad imporre agli italiani limitazioni lesive della libertà personale, abusando di DPCM incostituzionali e illegittimi. Con la detenzione domiciliare (cd. Lockdown), la chiusura e la limitazione dell’orario di apertura e di chiusura delle attività commerciali e professionali e delle scuole, la chiusura della circolazione e l’imposizione delle mascherine e, per finire, ora anche l’impossibilità di trascorrere il Natale con i propri familiari e di partecipare alla Santa Messa di Natale, sono stati oltrepassati tutti i limiti possibili per un Paese democratico.

È un richiamo alla obbedienza costituzionale poiché il nostro faro guida è la Costituzione Italiana, quella che questo governo sta violando ripetutamente. È un richiamo alla Ribellione costruttiva perché oggi ribellarsi è un atto di amore per l’Italia, per noi stessi e per i nostri cari.

L’Italia s’è desta.

Partecipazione: circa 40 persone.